Esoterismo 2edPaolo VirioEsoterismo Cristiano e Amore (2nda edizione)

Prezzo: € 17 – pp. 104 - ISBN 99152-45-1

Simmetria su specifico incarico di Adelina Marchetti (alias Luciana Virio) ha pubblicato l’opera quasi completa dei coniugi Virio (a eccezione di alcune pagine che a vent’anni dalla pubblicazione dei primi testi stiamo ancora controllando). Tale impegno, che ha portato a una vera e propria “collana” interamente dedicata ai Virio, ha permesso di conservare ordinatamente la testimonianza di un particolare filone tradizionale, esoterico-cristiano, trasmesso integralmente per l’ultima volta da Erim a Virio e poi praticamente scomparso con la morte di Virio stesso. All’impossibilità, molte volte ammessa con tristezza da Virio, di conferire riti che la particolare catena di Erim faceva ascendere al tempo delle Crociate e che sono relativi soprattutto al percorso "binomiale", il nostro Autore contrappose un dettagliato approccio all’esicasmo, conservato nella sua purezza più praticabile, della trasformazione interiore, dall’ascesi, della "santificazione" personale. 
Paolo Virio sviluppò e approfondì quanto era stato a lui integralmente trasmesso. Fu infatti l’unico che venne a conoscenza di modalità operative profonde e particolari, lontanissime dallo scempio che alcuni improvvidi hanno estratto dagli appunti sulla via binomiale. Il nostro compito, che confidiamo di aver assolto, è stato dunque pubblicare, commentare e verificare refusi e improprietà che erano sfuggiti nelle prime edizioni, stampate fortunosamente e autonomamente da Luciana. Ricordiamo che Massimo Scaligero, fratello di Luciana, ebbe accesso a una parte dei riti propri del filone di Erim e che, seppur con notevoli e drastici distinguo, apprezzò e condivise le modalità di meditazione e le tecniche operative che abbiamo riportato integralmente nel testo Corrispondenza iniziatica.
La "Torre di Farnese" dove i Virio si ritirarono per molti anni fu assai frequentata da personaggi famosi nell’esoterismo italiano, e anche se molti furono presenti con assiduità, assai pochi ricordarono Virio con riconoscenza e amore.  
I commenti di Virio alla Kabbalah e all’ermetismo presenti in questo testo e in altri sono sempre riferiti alla figura centrale del Cristo in chiave cosmica e storica. Sia la parte ideale che quella operativa della Via indicata da Virio sono proprie di un’attitudine e di una "apertura del cuore" tutt’altro che comuni. Ma anche per chi non si riconosce nella Via da lui indicata, l’approfondimento che egli fa dei metodi di meditazione e di preghiera, suggeriti dai Padri del deserto e dagli autori della Filocalia in genere, nonché i riscontri coi più sottili contenuti kabbalistici della Torah, del Sefer Yezirah, del Helkhalot etc. costituiscono una testimonianza unica nel suo genere; soprattutto per coloro che conservano l’anelito di ritrovarsi in una tradizione che sentono propria e che eventi storici a tutti noti hanno a volte allontanato, a volte sradicato dalle coscienze. Questo libro, uno dei primi di Paolo Virio, conserva un ottimismo e un entusiasmo nei confronti dei rapporti fra Chiesa ed esoterismo cristiano che negli ultimi anni della sua vita si affievolirono molto, dando maggior spazio a considerazioni dubitative. Lo stesso dicasi per Luciana, che non poteva darsi pace della trasformazione dei riti originali dalla lingua latina all’italiano (in questo seguendo da vicino gli ideali di Cristina Campo). Per questo alcune espressioni potranno risultare quasi incomprensibili per il lettore moderno, ma bisogna considerare che la prima stesura di questo testo avvenne proprio nel periodo post-conciliare, intorno agli anni ‘60, quando una millenaria impalcatura liturgica tradizionale vacillava sotto l’incalzare delle riforme sociali. 
In conformità alle intenzioni dell’Autore, che preferiva mantenere il testo scevro da precisazioni accademiche, da lui considerate di portata minore, le poche note che sono state inserite a piè di pagina non inficiano né la lettura né la sostanza del testo, ma anzi ne facilitano, per quanto possibile, la comprensione. 
Mancano riferimenti storiografici e bibliografici ai numerosissimi autori citati, tratti in buona parte dalla Filocalia e dai testi gnostici protocristiani. Tale "carenza" può risultare spiacevole per gli studiosi ma, se accettata secondo le intenzioni dell’autore, consente un’immersione senza sostegni in quello strano modo di scrivere di Virio, a volte vagamente "profetico", ripetitivo ma sempre aderente al principio per cui la parola è solo un mezzo parziale di meditazione e incantamento. E crediamo che questo sia il solo modo per apprezzare fino in fondo la visione di Virio sul rapporto fra Amore e via cristica. 
Ci sembra infine doveroso ricordare che, pur avendo ricevuto da Luciana Virio l’intero corpus filosofico e rituale con la preghiera di conservazione, ampliamento e commento, abbiamo sempre rispettato, e seguiteremo a farlo, le parti ermetiche essenziali e, col contributo dell’amico Paolo Lazzaro, che assai meglio di noi ne ha conservato i principi operativi fondamentali, abbiamo curato e cureremo ciò che, di questa difficile e serissima scuola, è ancora trasmissibile.

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