I Veda di Artu'
Il dottor Leopoldo Moschella, storico della mitologia nel medioevo occidentale ha scritto numerosi saggi sulle problematiche cosmologiche e mitologiche del medioevo. E' stato membro della Larti per gli studi sui Templari, dell'Accademia di storia dell'arte sanitaria per la medicina rituale ed ha collaborato con le riviste Atopon, Aster Center, I Templari.
Nello sconfinato oceano degli studi sulla mitologia medievale si inserisce questo saggio del dottor Moschella che si dipana intorno alle rappresentazioni rituali di calendari e ruote, presenti in tutta l'Europa, connessi alla individuazione di spazi e tempi sacralmente intesi, omologhi o comunque connessi alla ritmica celeste. L'indagine si sviluppa su un vasto territorio europeo, proponendo una lettura della mitologia ruota/fortuna e ruota/calendario in una luce che integra gli studi presenti su tale argomento. Soprattutto contribuisce ad interpretare la storia mitologica delle popolazioni celto-sassoni con espressioni che superano l'approccio, generalmente molto teorico, usato dai mitologi nei confronti della cosiddetta geografia sacra.
Uno degli aspetti sicuramente più interessanti è la vivissima evidenza che il Moschella dà della ripetitività e reciproca influenza di temi connessi alle fortune dei luoghi. Le varie ruote (dal rosone dell'abbazia a glittiche di derivazione templare) contrassegnano geografie mitologiche che marcano i destini dei popoli e dei regnanti.
La metodica e sistematica ricerca che viene quindi operata sulla toponomastica, si addentra particolarmente sulla presenza di alcuni nomi e simboli chiave, quali, ad esempio, il reggitore del moto della ruota ed i rapporti solari/lunari intercorrenti con la ritmica calendariale, suggerita da luoghi, che hanno conservato il loro nome, più o meno riconoscibile, fino ai nostri giorni.
I cavalieri del tempio e gli ordini monastici benedettini, hanno infatti incorporato sia nelle costruzioni sacre, come in quelle militari come nella figurazione araldica, tradizioni precristiane, di arcaicissima derivazione indoeuropea. E anche quì il Moschella ci propone un valido parallelo solare tra Indra e Ivano evidenziando fortemente le assonanze fra i due miti e indagando su inediti rapporti ritmici e calendariali.
Uno stimolo che indubbiamente proviene da questo testo, è quello di andare nei luoghi citati, per riscoprire i segni ed i suggerimenti di una tradizione ancora viva anche se nascosta tra le pagine dei romanzi di Crétien de Troyes o del monaco Enrico de Saltey, come nei bassorilievi di abbazie e cattedrali.
Ultimo aggiornamento (Domenica 20 Giugno 2010 16:07)
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