Aromi
Questo libro parla di aromi in chiave alchemica, astrologica, mistica, gnostica ma, per percezione degli aromi, conformemente ad altri testi di Paolo Virio l'autrice non intende solo quanto apprezzabile dall'odorato, ma una sensazione ineffabile che, solo in seconda battuta, viene coscenzialmente tradotta con la parola "profumo".
In tale contesto, quando diciamo che il profumo viene visto o sentito non entriamo in una contraddizione in termini, ma proprio in un diverso stato percettivo.
Se si prescinde da ciò, parlare di "profumo dell'immortalità", come spesso accade a Luciana Virio, potrebbe sembrare un'espressione priva di senso.
In realtà, quella a cui allude la Virio, è molto di più di un esperienza sensoriale, in quanto si tratta di un aroma che si fissa nell'anima e che spesso la percezione, puramente sensoriale, può addirittura disturbare o confondere.
Perciò il profumo di cui si parla in questo testo viaggia ancora nel mondo delle cause e non in quello degli effetti.
Nasce quando nel cuore di colui che segue un determinato cammino, si sviluppa un determinato contatto interiore. Non determina (né è chiamato a determinare) un'alterazione psichica, ma è un suggeritore di percorso. A volte è solo un segno di riconoscimento, come quelli che accompagnano la "presenza" sottile di alcuni santi o iniziati.
Ovviamente la "percezione" di tali profumi richiede attenzione, grande attenzione. Si chiamano infatti odori, ma non è detto che interessino il naso.
Ultimo aggiornamento (Sabato 07 Ottobre 2006 20:23)
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