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“…Occorre anche esaminare se lo scopo a cui tende lo studio delle matematiche è quello di far scorgere più facilmente l’idea del bene. Al bene, possiamo dunque dire, tende tutto ciò che costringe l’anima a convertirsi a quel luogo in cui si trova l’aspetto più felice dell’essere, che l’anima deve in ogni modo contemplare. Se dunque l’anima è costretta a contemplare l’essere, allora questo studio le compete, se invece è costretta a contemplare il divenire, non le compete…”
Giamblico. La scienza Matematica comune-III libro.

“…Il Tre ha avuto in sorte, una sua particolare prerogativa rispetto a tutti gli altri numeri: anzitutto bellezza e fascino perché è assolutamente il primo numero che presenta le potenze attive dell’Uno e cioè proprietà dispari, perfezione, proporzione, unitarietà, limite….
Giamblico- La Teologia dell’aritmetica.

“…i Pitagorici chiamavano il Due “Diometore”, cioè madre di Zeus. Zeus era l’Uno, essi dicevano, e anche Rea, per la flussione e la tensione che sono proprietà sia del Due che della natura che diviene tutto. E dicono anche che la parola “diade” conviene alla Luna, perché questa è il pianeta che subisce più tramonti di tutti gli altri e perché è dimezzata o divisa in due…”
Giamblico- La Teologia dell’aritmetica

“…i pitagorici chiamavano il Cinque anche “assenza di contesa”, perché il quinto elemento, che ha un suo posto autonomo, cioè l’Etere, persiste nello stesso stato ed è sempre uguale a se stesso, mentre la contesa e il mutamento sono proprietà delle cose che stanno al disotto dell’etere, dalla Luna fino alla Terra. Ma dicevano questo anche perché le due specie di numero assolutamente primarie e differenti fra di loro, cioè il pari e il dispari, sono come conciliate e legate insieme dal numero Cinque, perché questo è composto dalla loro unione…”\
Giamblico- La Teologia dell’aritmetica

“Non dipenda la tua pace dalla bocca degli uomini: bene o male, infatti, che essi ti abbiano giudicato, non sei, per questo, un altro uomo. Dov’è la vera pace e la vera gloria? Non è forse in me? Chi non desidera di piacere agli uomini né teme di dispiacer loro, godrà di molta pace. Ogni inquietudine di cuore ed ogni dissipazione dei sensi nasce dall’amore disordinato e dal vano timore…”
Anonimo: “Imitazione di Cristo

“…La terza schiavitù  è quella della ragione. Certe persone vi cadono pesantemente. Tutto quello che dovrebbe scaturire dal loro spirito lo corrompono con l’inorgoglirsi della loro ragione, non importa di qual genere di insegnamento o di verità si tratti, per il solo fatto che lo comprendono e ne sanno parlare. E questo lo fanno per ostentazione, per salire in considerazione, senza tradurre tali verità né nelle loro opere né nella loro vita…”
Giovanni Tauler- Sermoni X-3

“…Talvolta Dio discende con grande dolcezza nel cuore ardente d’Amore, che naviga allora nelle delizie come il pesce nell’acqua, mentre nel suo intimo più profondo brucia di ardore e carità a causa di questa immersione nei doni divini e del calore gioioso e impaziente che gli causa il fuoco dell’Amore…”
Giovanni Ruysbroek–L’ornamento delle nozze spirituali

“ I casi felici capitano anche addosso alla gente comune e alle indoli che non valgono niente; invece è proprio dell’uomo grande far passare sotto il giogo le sventure e i terrori dei mortali. Infatti, essere sempre felici e passare attraverso la vita senza che l’animo sia morso dal dolore, equivale ad ignorare l’altra parte della natura. Sei un uomo grande, ma da che cosa lo so se la fortuna non ti da la possibilità di dimostrare la tua virtù…”
Seneca – De Providentia, 4.1

“Senza la musica,quindi, nessuna disciplina può considerarsi perfetta; di fatto, senza la musica nulla esiste. Per questo, ad esempio, si sostiene comunemente che il mondo stesso sia stato creato ordinatamente secondo una certa armonia di suoni e che la stessa rivoluzione celeste avvenga all’interno di una modulazione armonica”.
San Isodoro di Siviglia - Libro III della Matematica

“Poi, quando il Sole, con la sua forza vitale, nuovamente feconda la Luna del seme dell’intelletto, questa produce nuove anime, e la Terra interviene per offrire il corpo. In realtà la Terra non dà nulla ma, restituisce semplicemente, dopo la morte, ciò che prende in vista della nascita; e anche il Sole non prende nulla ma solo si riappropria dell’intelletto che lui stesso ha dato. La Luna invece prende e da, assembra e divide, in virtù di due principi opposti….”
Plutarco – Intorno al volto che appare nel cerchio della Luna

“ Non hai pertanto ragione di pensare, per via dei capelli bianchi e delle rughe, che uno sia “vissuto” a lungo: non è “vissuto” a lungo, quello, ma è “esistito” a lungo. Tu penseresti forse che abbia molto navigato colui che, sorpreso da una furiosa tempesta appena uscito dal porto, portato qua e là da un avvicendarsi di venti scatenati in opposte direzioni, abbia girato in tondo rimanendo sempre nel medesimo spazio? Non ha “navigato” molto, quello, ma “è stato sballottato” molto.
Seneca - De brevitate vitae, 7.10

“Il numero è una molteplicità costituita di unità: infatti l’Uno è il seme da cui ha origine il numero ma non è un numero.”
San Isodoro di Siviglia - Libro III della Matematica

“….Il termine disciplina deriva dal verbo discere, che significa apprendere, ed è pertanto sinonimo di scienza. Il verbo scire, infatti, che significa sapere, viene dallo stesso verbo discere, poiché nessuno scit, ossia sa (distingue), se non discit, ossia apprende.”
San Isidoro di Siviglia - Libro I della Grammatica

“…Pitagora di Samo afferma che il sapiente è nient’altro che uno spettatore delle cose che sono e che divengono; è stato introdotto nel cosmo come dinanzi a un sacro agòne, per assistere al corso degli eventi. Vediamo dunque quale condotta debba tenere lo spettare che abbia questo compito…”
Sinesio - Racconti Egiziani.

“…Cosa può esserci di comune fra il popolo e la filosofia?
La verità divina ha da rimanere ineffabile; il volgo ha bisogno di un metodo diverso. Non mi stancherò mai di ripetere che il saggio, a meno che non vi sia necessità estrema, non deve forzare le opinioni degli altri né lasciarsi forzare nelle proprie...”
Sinesio - Epistole 105

“…Sardanapalo, il ricchissimo re della Siria, fece incidere sul suo sepolcro: Ho quel che ho mangiato e quello che, saziata, la brama divorò; ma quei molti e magnifici miei beni restano ora abbandonati”. Aristotele osserva: “Che altro si sarebbe potuto scrivere sulla tomba di un bue, non di un re?”
Cicerone - Tusculanorum disputationum V-35

Dioniso il transfuga chiese un giorno (a Zenone): “…Perché io sono il solo discepolo che tu non cerchi di correggere?” ed egli rispose: “Perché non ho fiducia in te”. E, ad un altro giovinetto che diceva sciocchezze disse: “La ragione per cui abbiamo due orecchie e una sola bocca è perché dobbiamo ascoltare di più e parlare di meno….”
Diogene Laerzio – Vitae philosophorum, VII, I

“…Come vedete Marta non è quella/ che spegner possa la nostra lunga sete,/ ma l’acqua chiesta dalla femminella / Samaritana, et di quella chiedete; seguiamo Maria, che presso al sancto piede / non sollecita già, ma in quiete. / Così la mente che contempla siede, et quando al contemplato ben s’appressa,/ altro che contemplare, gia mai non chiede…”
Lorenzo de’ Medici. – De Summo Bono, 110-115

“Io so di una persona la quale, prescindendo dal fatto che voleva morire per vedere Dio, lo desiderava anche per non sentire continuamente la pena procuratale dalla consapevolezza d’essere stata tanto ingrata verso colui al quale doveva e avrebbe dovuto sempre moltissimo…”
Teresa D’Avila – Castello interiore, VII-3

“…Chi vuole custodire la regola deve custodire con ogni sforzo il pensiero. Chi non custodisce il pensiero, perennemente mobile, non può custodire alcuna regola. Gli elefanti selvaggi, invasi dal calore, non provocano quaggiù tanti mali quanti ne suscita negli inferni il mostro furioso del pensiero abbandonato a se stesso. Ma se l’Elefante-Pensiero è ben legato dalla corda-Attenzione, allora ogni pericolo sparisce ed ogni bene è presente…”
Bodhicaryavatara - Introduzione alla pratica del risveglio, V-1-2

“…Ben è cieco colui che non discerna
quanto sia differente lo splendore
del Sol dal falso lume di lucerna.
Dir più non mi permette il mio ardore
Sol ti soggiungo questo per espresso:
che s’alcun ben disia o cerca il core,
non lasci sé gia mai senza se stesso.”

Lorenzo de’ Medici – Capitoli IV, 155

“…Ricercare la purezza e la pace attraverso la separazione dal mondo è esagerazione. Esse possono ottenersi vivendo nel mondo. La purezza ce la si può procurare nel tumulto del mondo, attraverso la calma interiore, purché non ci si angusti per l’impurità del mondo. La pace si può ottenere nel movimento del mondo, purché si accetti tale movimento e non ci si spazientisca, desiderando che esso si fermi...”
Lao-Tzu – Tao te Ching, libro primo-15

“..,Niente procura maggior danno all’uomo della virtù praticata con coscienza. La coscienza della virtù si specchia, e chi si specchia in tal modo si perde. Ancor peggio quando uno ama soltanto quanto egli fa e tiene a vile quanto lui stesso non fa.”
Ciuangzè – Acque d’Autunno

“…L’intelletto, dunque, che non è la verità, non comprende mai la verità in modo così preciso da non poterla comprendere (poi ancora) più precisamente, all’infinito, perché sta alla verità come il poligono sta al cerchio. Quanti più angoli avrà il poligono inscritto, tanto più sarà simile al cerchio; tuttavia non sarà mai uguale ad esso, anche se avremo moltiplicato i suoi angoli all’infinito, a meno che non si risolva con l’identità con il circolo.”
Nicola Cusano – La dotta ignoranza, I-IV

“….I superstiziosi, che preferiscono riprovare i vizii, piuttosto che insegnare le virtù, e che non ricercano di guidare gli uomini con la Ragione, ma di trattenerli col Timore in modo che essi fuggano dal male invece di amar la virtù, non riescono che a rendere gli altri miseri come sé stessi; e però non è da stupirsi se, per lo più, siano molesti e odiosi agli uomini.”
Benedetto Spinoza-L’Etica, parte IV.

“…se tu dici che stai mentendo, ed è vero, menti. Ma tu dici di mentire e dici il vero: dunque menti!”
“…Il sapiente non dovrà innamorarsi, ne fanno fede Menedemo, Epicureo, Alessino. E io mi varrò di questa dimostrazione: se Alessino l’ignorante, Epicureo l’insensibile e Menedemo dicono di no, vuol dire che il sapiente dovrà innamorarsi”
Crisippo (secondo Cicerone) - Acad.30-96 e Stobeo – Eclog IV

“…L’ultima età si formò dal duro ferro. Subito si riversò su quell’età ogni nefandezza del peggior metallo, scomparvero pudore, sincerità, lealtà. Al loro posto subentrano le frodi, gli inganni, le insidie, la violenza scellerata e la cupidigia di ricchezze…”
Ovidio- Metamorfosi I-115

“…Per alcuni l’aver raggiunto le vette della virtù fu occasione di rovina perché, pieni di stolta sicurezza nelle proprie forze. Insensibilmente perirono per la loro negligenza. Quando infatti la virtù trionfa sui vizi, l’animo, accarezzato da sentimenti di compiacenza, abbandona il timore che lo fa esser cauto e si adagia in sentimenti di confidente sicurezza…. Il ricordo della virtù diventa precipizio dell’anima….e costui cade nel peccato agli occhi dell’Autore dell’Umiltà…”
Gregorio Magno-Regola Pastorale, IV

“…Così una casa di marmo non può ricevere una pittura e, se vi sovrapporrai uno strato di bianco, ne diminuirai la dignità e la bellezza. Non diversamente è della sapienza e delle cose filosofiche: non possono essere sovraccaricate se non a scapito della loro chiarezza. Che più? Non si sa che i bei volti si guastano con i belletti?”
Lettera di Giovanni Pico della Mirandola a Ermolao Barbaro

“Chi, infatti, cerca di sfuggire all’inquietudine della sua anima vagando da un luogo all’altro, è come colui che fugge dinanzi all’ombra del proprio corpo; fugge da se stesso, prende in giro se stesso, ma non cambia la sua anima.
Guillaume de St, Thierry: La vita del solitario- 94

Bisogna dunque che la donna saggia e di condizione libera, si avvicini al suo sposo con discrezione, senza magnificenza, rivestita di abiti bianchi, sobri, semplici, senza fasto o lusso. Ella deve evitare vestiti trasparenti ornati di porpora e d’oro. Un tale abbigliamento è adatto alle cortigiane…ma per una donna che deve piacere soltanto al suo sposo l’abbigliamento più adatto risiede nella virtù e non nei vestiti.
Lettera di Melissa a Clearete (Donne Pitagoriche citate per la prima volta da Diogene Laerzio)

“ Ci sono cose di cui è assai bello parlare, ce ne sono altre che è vergognoso tacere. Ne esistono altre di cui è vergognoso parlare e infine altre ancora su cui è preferibile tacere”
Teano, da Stobeo, (Donne Pitagoriche, Florilegio XXXIV,7)

Non si dicano cose che infamino o critichino: perché, se rivelo un peccato mortale che non sia già pubblico, pecco mortalmente; se veniale, venialmente;  se rivelo una mancanza metto in risalto la mia mancanza.
Ignazio di Loyola: Esercizi Spirituali 41

“..Teano disse: E’ assai meglio affidarsi a un cavallo senza freni piuttosto che a una donna irriflessiva..”
Teano, da Stobeo, (Donne Pitagoriche Florilegio XXXIV)

“Bisogna aver ben compreso che la donna piena di misura e di circospezione è essa stessa armonia. Infatti è assai importante che la sua anima aspiri intensamente alla virtù, per diventare giusta, coraggiosa, misurata, ornata di tutte le qualità conformi alla sua natura e ostile a qualsiasi forma di vanagloria..”
Peritione, da Stobeo, (Donne Pitagoriche, Florilegio LXXIV,19)

“Qualsiasi nuova verità (spirituale) esige dall’uomo una nuova elevazione di se medesimo verso di essa. Qualsiasi nuova verità, cioè una parte qualunque di una vita nuova, invita l’uomo a sacrificare una parte della vita vecchia. Non possiamo elevarci più in alto senza abbandonare uno scalino più basso, o senza essere strappati violentemente da esso….E perciò qualsiasi verità germoglia nel dolore e non si mantiene altrimenti. Se non con il lavoro, il quale è anch’esso un dolore”.
Adriano Mickiewicz: Comunicazioni al crcoloTowianista di Parigi

“Cerca nella lettura e troverai nella meditazione; bussa nella preghiera e ti verrà aperto nella contemplazione”
S. Giovanni della Croce: Detti di luce e d’amore.

“Nulla di ciò che accade, si opera o si compie sulla terra è esente da dolore. Gioia e dolore si mescolano, si confondono addirittura; ciò che è bello e amabile non è mai privo di dolore, così come spesso, il dolore non è privo di gioia. Nella gloria, nella magnificenza, nell’onore nella saggezza…. , in tutte queste cose troverai insito pericolo, biasimo, svantaggi ….per non parlare poi della privazione di ciò che si ama…”
Andronico Comneno Branas Paleologo (?): Prologo della Storia d’Amore di Callimaco e Crisorroe

“Dodici stelle per arrivare alla somma perfezione: amor di Dio, amore del prossimo, obbedienza, castità, povertà, presenza in coro, penitenza, umiltà, mortificazione, preghiera, silenzio, pace”.
S. Giovanni della Croce: Detti di luce e d’amore

“Perché chi non ha sé, molto meno altri può possedere. Anzi l’uno e l’altro ha se medesimo e ha altrui: perché questo ha sé ma in colui: colui possiede sé ma in costui. Certamente, mentre che io amo te amante me, io, in te cogitante, di me ritrovo me: e me, da me medesimo sprezzato, in te conservante racquisto. Quel medesimo in me fai tu.”
Marsilio Ficino: Sopra lo Amore  II-6 (Delle passioni degli amanti)

“ Dimmi, fratello carissimo: cosa è un Carmelitano senza l’esatta osservanza delle sue leggi?
- E’ un religioso di nome, un apostata di spirito.
Cosa è un Carmelitano senza orazione e divina presenza?
- E’ un corpo senza anima
Cosa è un Carmelitano col S. Abito senza lo studio delle Sue virtù?
-E’ un’ostia profanata in un aureo ostensorio………..
L.Van Den Bossche: I Carmelitani X - Vademecum dei Novizi

“”Ma cos’è l’ascetismo?” “ Ve ne sono di tre specie, disse Ahamad: l’una consiste nel rinunciare a ciò che è illecito ed è il dovere del comune fedele; la seconda consiste nel rinunciare all’abuso di ciò che è legittimo, ed è il dovere dei fedeli d’eccezione; la terza consiste nel rinunciare a tutto ciò che può distrarre da Allah, ed è il dovere degli iniziati”.
Ahamad ben Hanbal,  dalle Opere di Farid al-Attar.

“Ora di tutte le tentazioni, di tutti i pensieri cattivi e inutili, la sentina è l’ozio. Il male supremo dell’intelligenza è il riposo inerte. Vhe il servo di dio non resti dunque mai in ozio, benché egli sia in “riposo” per Dio….E’ ozio attendere a Dio? Anzi è l’occupazione delle occupazioni…Chiunque non vi si dedichi,…se la sua azione non tende a questo fine, egli sta in ozio”.
Guillaume de St, Thierry: Lettera ai Fratelli di Mont-Dieu, 81

“In verità, rivolta verso Dio, l’animalità diventa santa semplicità”.
“Ora, nel punto in cui si trovano confinanti l’animalità e la ragione, nella natura dell’anima umana sono stati lasciati dalla bontà del creatore, intelligenza, e talento e, nel talento, arte”.
Guillaume de St, Thierry: Lettera ai Fratelli di Mont-Dieu, 49-55

“Al mattino domanda conto a te stesso della notte passata e, per il giorno che viene, tracciati una regola di condotta. Alla sera esibisci il bilancio del giorno trascorso e, per la notte che scende, prendi le misure che sono necessarie. Così impegnato non avrai mai il tempo di fare stupidaggini”
Guillaume de St, Thierry: Lettera ai Fratelli di Mont-Dieu, 108

“Latet obscuris condita virtus
Clara tenebris iustusque tulit
Crimen iniqui”
( Si nasconde, dentro tenebre oscure la fulgida virtù, ed il giusto subisce l’accusa dell’iniquo)
Severino Boezio: Philosophiae consolatio (V)

“Egli diceva loro che si deve avere, verso i genitori, la stessa gratitudine che dovrebbe avere colui che sta per morire nei confronti di qualcuno che potrebbe riportarlo in vita.  E poi diceva che è giusto, più di ogni cosa, amare e mai recare dolore a coloro che, per primi e al più alto livello ci hanno fatto del bene: solo i genitori, infati, ci sono di beneficio prima che nasciamo…”
Giamblico: Vita di Pitagora, 38

“JHVH, Elohim, è simile a un re, che aveva dei bicchieri vuoti. Disse il re: Se io vi verso dei liquidi caldi essi si spaccano, se freddi si incrinano: Che fece il re? Mescolò il liquido caldo col freddo, lo versò in essi ed essi resistettero. Così disse il Santo, Egli sia benedetto: “Se io creo il mondo con la misericordia, i peccatori saranno molti; se con la giustizia come potrà sussistere il mondo? Ma Io lo creo con la giustizia e con la misericordia, e magari sussisterà”
Beresit Rabba XII.15

“L’Atma è l’attore, il danzatore; il sé interiore (jiva) è il palcoscenico; i sensi sono gli spettatori.
Vasugupta, Shiva sutra, terzo dischiudimento, 9-10-11

“Tra queste vesti di Gloria, ornamenti di verità, splendori di verità, si trovano due lampade che costituiscono l’ornamento del trono del Re, chiamate Equità e Giustizia. Esse sono l’inizio e la fine di ogni fede; esse coronano tutti i rigori dell’alto e del basso. Tutto è racchiuso nella Giustizia e nell’Equità e da esse nutrito. Qualche volta sono chiamate “Malki Tzedek, Re di Shalem” e allora i rigori che provengono dalla Giustizia sono acquietati; tutto diviene misericordioso, tutto è in pace”.
Rabbi Simeone Ben Jochaii Zohar, III,291b

“In una gara di tiro con l’arco, se uno è in gara per un vaso d’argilla ci mette tutta la sua abilità. Se il premio è una fibbia di rame, tira con timore, se l’oggetto è d’oro tira come se fosse cieco. L’abilità dell’arciere è la medesima in ogni caso; ma egli è sotto l’influenza dell’ansia e guarda al premio come molto importante. Chi da importanza a ciò che è esterno mostra stupidità”
Chuangtzè: Acque d’Autunno

“Quale è dunque la realtà, per la quale la natura e Dio ci hanno generati? Pitagora da questa risposta: “Per contemplare il cielo”.
Giamblico, Esortazione alla filosofia (51)

“ Se dipendesse da me, fra tutti i libri antichi, lascerei in circolazione soltanto gli Oracoli e il Timeo; gli altri li farei sparire dalla vista dei miei contemporanei perché arrivano ad essere persino dannosi ad alcuni di coloro che li prendono in mano per caso, senza la dovuta preparazione”.
Marino, Proclo o della Beatitudine, epilogo

Chuangzè disse: Conoscere il Tao è facile, non dire (di conoscerlo) è difficile. Conoscerlo e non parlarne, questo fa il divino in noi; a dire quello che si sa, porta verso l’umano.
Chuangzè, Aque d’Autunno.

“Lucedistella interrogò Nonessere: -Maestro esistete o non esistete-?
Lucedistella non ebbe risposta e guardò fissamente la sembianza di Nonessere: era profondo vuoto. Guardò per un giorno intero; non vide nulla. Ascoltò; non udì nulla. Volle abbracciarlo; non strinse nulla.
Disse allora Lucedistella: -Questa è la perfezione! Chi può raggiungerla-?”
Chuangzè, Acque d’Autunno.

“Infatti come Dio stesso è essenza attuale di tutte le cose, così anche l’Intelletto, una volta separato dalle cose, ritornato a sé e vivamente unito a se stesso, è una similitudine viva di Dio. Perciò come Dio è l’essenza stessa di tutte le cose, così anche l’intelletto, che è similitudine di Dio, è similitudine di tutte le cose”.
Nicola Cusano, De filiazione Dei -86

“il Fato è una connessione fra tutte le cose che si regge, con alterne vicende, per l’eternità, e si muta secondo un proprio ordine e una propria legge, in modo tale che, il mutarsi, si verifichi per l’eternità”
Servio, In verg. Aeneidem.II-V

“Niente è più amaro che il soffrire, e niente è più mellifluamente dolce che l’aver sofferto;nulla sfigura tanto il corpo davanti alla gente quanto il dolore ma, davanti a Dio, nulla adorna tanto l’anima quanto l’aver sofferto. Il fondamento più saldo su cui si poggia questa perfezione è l’umiltà, poiché lo spirito di colui la cui natura striscia quaggiù nel più profondo avvilimento, s’innalza alle più alte vette della Divinità: poiché l’Amore arreca dolore e il dolore arreca Amore. Perciò, chi desidera arrivare al distacco perfetto ricerchi la perfetta umiltà e si avvicinerà così alla Divinità”.
Mastro Eckhart, Trattati: Del Distacco.

“D’accordo su questo tema ma non ritieni forse che altro sia parlare e altro insegnare? – Certamente. Se fossero il medesimo concetto non s’insegnerebbe se non parlando.  Al contrario s’insegnano molte cose con altri segni oltre che con le parole, quindi non si può dubitare della differenza”.
S. Agostino, De Magistro, 10, 29-30

“Quanto meglio pensano gli Stoici! Essi pensano che i sapienti siano amici dei sapienti, anche se non li conoscano. Nulla infatti è più degno di essere amato che la virtù; chi l’avrà conseguita, in qualsiasi parte del mondo sia, dovremmo amarlo”.
Cicerone, De natura deorum. I-44

“Il saggio è dignitoso ma non altero, l’uomo volgare è altero ma non dignitoso”.
Confucio, I Dialoghi 328

“ Per questo motivo si devono leggere le cose sacre scritte in modo rozzo piuttosto che elegante, perché non vi è nulla di più inverecondo e più dannoso in ogni materia in cui si tratta di conoscere la verità, che questa maniera accurata e elegante del dire. Una tal maniera va bene per le cause forensi, non si addice alle cose naturali e celesti”.
G. Pico della Mirandola, Lettera a Ermolao Barbaro.

“Orsù dunque, piccolo uomo / abbandona per un momento le tue occupazioni / nasconditi un poco ai tuoi tumultuosi pensieri. / Abbandona ora le preoccupazioni più pesanti / rinvia i tuoi laboriosi impegni. / Per un poco dedicati a Dio / e riposati in Lui. / Entra nella camera del tuo spirito, escludi tutto da essa / all’infuori di Dio e di ciò che ti possa essere utile per cercarlo / e, chiusa la porta, cercalo. (Mt 6,6)
Anselmo d’Aosta, Proslogion, cap 1

“Non si può insegnare un’arte senza averla appresa con un’assidua applicazione. Perché dunque alcuni osano assumere, senza preparazione, il magistero pastorale, se la direzione delle anime è la suprema fra le arti?. Chi non sa che le ferite dello spirito agiscono più nell’intimo che quelle dei viscere?”
Gregorio Magno, La Regola pastorale, 1

“Parlare nella via di ciò che si è appreso per la strada significa gettar via la Virtù”.
Confucio- I Dialoghi 448

“Solo i sapienti più elevati e gli ignoranti più elevati sono immutabili”
Confucio- Dialoghi 437

“ Sono nel cuore di ogni essere e da me viene il ricordo, la sapienza e l’oblio. Il fine di tutti i Veda è quello di conoscerMi; in verità sono Io che ho composto il Vedanta e Io sono Colui che conosce i Veda”.
Bhagavad-gita, XV.14

“Inoltre il pastore di anime  abbia cura di non rendersi schiavo dell’ambizione di piacere agli uomini, col pericolo di spingere i sudditi ad amare più lui che la Verità, proprio perché è (si mostra) diligente nella vita dello spirito e si prende cura delle necessità materiali.
Gregorio Magno, La Regola Pastorale, VII

“L’uomo, infatti, è il segreto della Sapienza,  mentre la donna è il segreto dell’intelligenza: la congiunzione carnale pura è il segreto della conoscenza. Questo è il segreto dell’uomo e della donna secondo le vie occulte della qabbalah interiore”.
Moseh ben Nahman  (oppure Yoseph Giqatilla), Iggeret Ha Qodès, 2

Non ho mai donato nulla, non ho mai dissetato nessuno, non ho represso i cinque sensi, non mi sono fatto un dovere di golrificarTi ogni momento e di raccoglierTi fiori. Ma, il mio sciocco cuore cattivo è pieno d’amore ed io, terribile peccatore, Ti cerco annaspando ansioso. Dove ti vedrò, o Grande armato del disco?
Inni degli Alvar (Vishnuiti) - Tiruvaimoli  (IV-7-9)

Ciò che è espresso non rappresenta che una parte di ciò che è dietro, che dimora inespresso e inesprimibile, nel linguaggio della manifestazione
Shri Aurobindo (lettere 5-9-33)
 
Confucio disse: “Come oserei pormi alla pari del santo e del caritatevole? Di esserlo mai mi sazio, di istruire gli altri mai mi stanco. Ciò può dirsi, ma nulla di più”.
Kung-hsi-Hua disse: “E’ appunto questo che noi discepoli non riusciamo a imparare”.
Confucio-I Dialoghi
 
“Colui che vuole praticare la sadhana, non deve porla avanti a ogni cosa. Lettura e sviluppo mentale non possono avere che un carattere sussidiario.
Lo sviluppo mentale può non aiutare nella sadhana. Se il mentale è troppo intellettualmente sviluppato in una direzione razionalista può divenire un ostacolo”.
Shri Aurobindo - (lettere 25-12-36)
 
“E’ facile dire do, re, mi, fa, sol, la, si; meno facile è suonare le note su uno strumento. Parimenti è facile parlare di religione, ma difficile praticarla”
Ramakrishna - (alla ricerca di Dio) 196
 
“Vedi che la sola conoscenza, senza l’amore, non purifica affatto l’anima ma la uccide se manca l’amore, che è la cima, la radice e la parte intermedia d’ogni virtù?”… “ Ed a ricevere questa illuminazione è il cuore purificato: invece le affermazioni o le conoscenze intorno a Dio possono essere ricevute anche da un cuore impuro.”
Gregorio Palamas- (Triadi-9-Triadi-48)
 
“Chiunque sacrifica al Sole (Mitrha), immortale, radioso, fulgido, dai cavalli veloci, al fine di contrastare le tenebre, di contrastare i daeva, la progenie delle tenebre, per contrastare i ladri e i rapinatori, per contrastare i maghi e gli incantatori, per contrastare la morte che striscia e s’insinua, costui sacrifica ad Ahura Mazda, sacrifica agli Amesa Spenta, sacrifica alla sua stessa anima. Si propizia tutti gli yazata, celesti e terrestri, colui che sacrifica al Sole sempiterno, fulgente, radioso, dai cavalli veloci”.
Khordah Avesta - (Litania al Sole)
 
“Le illusioni non possono essere condannate, spregiate, perseguitate se non dagli illusi e da coloro che credono che questo mondo sia o possa essere veramente qualcosa, e qualcosa di bello. Illusione capitalissima: e quindi il mezzo filosofo combatte le illusioni perché, appunto, è illuso, il vero filosofo le ama e le predica, perché non è illuso: e il combattere le illusioni, in genere è il più certo segno d’imperfettissimo e insufficientissimo sapere, e di notevole illusione”.
Giacomo Leopardi (Zibaldone 16 sett-1821)
 
 
“non este omo per vero
si d’omo non è nato
né l’amor non este
desirare, se da l’Amor non vene”
Chiaro Davanzati (rime)
 
“A nessuna cosa rimane la forma specifica, e la natura che tutto rinnova, crea figure diverse dalle precedenti e nulla perisce nel vasto universo, credetemi, ma cambia e rinnovella il suo aspetto; nascita si chiama il cominciare ad essere qualcosa di diverso da quel che era stato, prima della morte, il cessare di essere quella stessa cosa”.
Ovidio – (Metamorfosi XV,254 )
 
“E poiché esistono le cose migliori esistono anche le peggiori. E come in un’opera così multiforme (come la creazione) il peggiore potrebbe esistere senza il migliore e il migliore senza il peggiore? Perciò non bisogna accusare il peggiore di essere nel migliore ma approvare il migliore per quanto ha dato di se al peggiore”
Plotino, (Enneadi III-48)
 
In generale ciò che patisce dev’essere tale da possedere potenze e qualità opposte a quelle che entrano in esso e lo fanno patire…..accogliere la passione è avviarsi verso la corruzione, la quale si estende ad ogni oggetto che anche patisca”
Plotino, (Enneadi VI-26)
 
Dio è il mio centro, se io lo chiudo in me, ed il mio cerchio se in lui, per amore mi struggo”
Angelo Silesio, (Il Pellegrino cherubino, 148)
 
“Cursu volucri, pendens in novacula / Calvus, comosa fronte, nudo corpore, / (quem si occuparis, teneas; elapsum semel / non ipse possit Iuppiter reprehendere), / occasionem rerum significat brevem. / Effectus impediret ne segnis mora, / fingere antiqui talem effigiem Temporis”
Fedro: (Fabulae V-8)
Trad: In corsa alata, nell’atto di pesare sul filo del rasoio, calvo, un ciuffo sulla fronte, nudo nel corpo (se sei riuscito ad afferrarlo è tuo; qualora ti sia sfuggito, neppure Giove in persona riuscirebbe a riprenderlo), indica che per ogni cosa il momento dell’opportunità è breve. Gli antichi rappresentarono in questo modo l’immagine del tempo, affinché il pigro non impedisse la realizzazione dei progetti.
 
“Il vero e santo uomo religioso sa che, per lui, la più fedele e completa espressione del dovere è la sua Regola. Anch’egli vuole veramente andare a Dio e spogliarsi di sé”
Francois Pollien, (La vita interiore semplificata VIII-273)
 
“Nota bene che non è la donna che si unisce all’uomo ma, al contrario, l’uomo che si unisce alla donna, ossia l’intelligenza alla sensazione. Quando, infatti, l’elemento superiore, in questo caso l’intelligenza, si unisce all’inferiore, ossia alla sensazione, allora si risolve appunto in ciò che è inferiore, cioè nel genere della carne, ovvero nella sensazione che produce le passioni. Quando invece l’inferiore, cioè la sensazione, seguirà il superiore, cioè l’intelligenza, non vi sarà più carne, anzi entrambi diverranno intelligenza”.
Filone di Alessandria, (Allegoria delle leggi II,50,53)
“Eppure tu dici: Dio è invisibile? Non dire sciocchezze. Chi è più evidente di lui? E’ proprio per questo che ha creato tutte le cose: perché tu possa vederlo attraverso tutti gli esseri. Questo è il bene di Dio; questa è la sua immensa virtù, manifestarsi attraverso tutte le sue creature. Nulla, infatti, è invisibile, nemmeno tra gli incorporei. L’intelletto si rende visibile nel pensare, Dio nel creare”
Corpus Hermeticum, (Trattato IX, Nous a Ermete)
 
“Sii pio o figlio. Ora, colui che vuole essere pio in sommo grado, praticherà la filosofia. Senza filosofia, infatti, è impossibile essere pii al massimo grado”
Stobeo, (Estratto del discorso a Tat)
 
“La Provvidenza è ciò che governa l’intero Cosmo mentre la Necessità è ciò che lo mantiene coeso e lo circonda; il Fato, poi, spinge e muove tutto in senso circolare, esercitando una costrizione (la natura del Fato, infatti, è proprio quella di costringere) essendo causa della generazione e della corruzione”.
Stobeo, (Estratto del discorso a Ammone)

Ultimo aggiornamento (Giovedì 15 Luglio 2010 09:04)

 

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