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 "In effetti bisogna ricercare il Bene non per via conoscitiva né in modo incompleto ma, abbandonandotisi alla luce divina e con gli occhi chiusi: in questo modo bisogna stabilirsi nell'inconoscibile e celata Enade degli enti".

Proclo, Teologia Platonica Lib. I.

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Il giorno 25 Maggio 2011, nella splendida sala Pietro da Cortona dei Musei Capitolini si è tenuto il convegno di Simmetria dal titolo Roma Princeps Urbium- La città, lo spazio sacro e profano.

Il convegno, promosso e organizzato dalla nostra Associazione, si è proposto di evidenziare la necessità pragmatica di recuperare una gerarchia di valori parzialmente dimenticata e a volte assai lontana dalla mentalità delle giovani generazioni.
Infatti, se negli ambienti cosiddetti tradizionali accade assai spesso che l’enfasi dell’elogio degli antichi sommerga la bellezza del passato dietro stereotipi sclerotizzati, dall’altra il disconoscimento del senso del sacro, caratterizza tristemente quel “modernismo ad ogni costo”, che produce opere completamente incentrate su facilonerie populiste di facciata, che vanno dai falsi ecologismi, ad architetture dove l’ipertrofia egoica dei progettisti si esercita in costosissime masturbazioni urbanistiche.
La storia arcaica dell'Urbe e l’educazione filosofica e scientifica, dovrebbero seguitare ad essere la base comune per l’orientamento dei ragazzi, a partire dalla scuola primaria, per proseguire nell’università, evitando lo sterile accumulo di informazioni, non sempre disinteressate, privilegiando l'approfondimento dei significati e degli scopi di ciò che si studia, cercando, cioè, di stimolare delle visioni aperte, prive di angustie di parte, ma rispettose del passato oltre che aperte verso il futuro.
 
Questo incontro ha probabilmente dimostrato ai presenti in sala come un approccio esclusivamente tecnologico ed economico alle scelte di "vita", senza il rispetto per la sacralità e la dignità dell’ambiente umano e urbano, abbia spesso stravolto il senso stesso del termine "progresso" e abbia prodotto mostri umani, urbanistici e demagogie industriali anti-ecologiche.
Valorizzare il sacro, rispettando il profano, vuol dire non ridurre il primo ad oggetto di conservazione e successiva visita archeologica o museale, e il secondo ad una funzionalità cosiddetta laica, superficialmente aggrappata alla convenienza del momento o alla pressione economica, ma vuol dire lasciare che entrambi esprimano i contenuti e i valori che rappresentano, nel rispetto l'uno dell'altro. Vuol dire anche cercare di fondere le esigenze del tessuto "umano" e del tessuto urbano.
Riteniamo che tale approccio valga sia per gli enormi siti archeologici italiani, sia per le chiese, per i musei e per la stessa struttura urbanistica, sociale e produttiva di cui Roma dispone.
La ricerca dell’armonia nell'ambiente fisico e psichico su cui si fonda la società ha sempre caratterizzato il principio fondante di quella "città del Sole" che consente la migliore convivenza fra gli uomini che la abitano e rappresenta altresì uno dei principali scopi della nostra associazione..
 
 
I relatori, oltre ad esaminare il modo con cui è possibile analizzare le sovrapposizioni fra ambiente moderno e arcaico e a condurre indagini mirate alla riscoperta e alla valorizzazione della parte “antica” dell’Urbe, hanno fornito moltissimi esempi pratici di come l’indagine scientifica o una progettualità di riqualificazione “mirata” dello spazio e dei flussi di comunicazione, possano convergere verso il miglior rapporto fra spesa pubblica e qualità dell’ambiente.
 
Dopo la prolusione e la presentazione del convegno da parte dell’on. Federico Guidi, che ha immediatamente impostato il tema, riconoscendo l’importanza strategica di valori spirituali e principi urbanistici e architettonici condivisi, l’ing. Claudio Lanzi ha parlato del rapporto fra geometria sacra e geometria profana, dalle città alle chiese, dai riti di fondazione agli equivoci correnti sul termine laico e sul termine profano per definire le aree di una città. Ha inoltre affrontato il tema spinoso delle finte ecologie, della scomparsa della conoscenza simbolica (soprattutto in ambito urbanistico e architettonico) e delle conseguenze di tale disattenzione sia in ambito "laico" che religioso.
Il Prof.Ettore M. Mazzola ha poi parlato della dell'urbanistica "biofilica" in opposizione a quella selvaggia e usurpatrice dei valori umani, e della possibilità di costruire a misura d'uomo; ha riproposto, a titolo d'esempio, il senso dell'abbattimento di Corviale, confrontando l'architettura post bellica con quella "antica", mostrando gli svantaggi della prima, in termini di durata e d'impatto "ambientale".
Il Prof. Vittorio De Cosmo ha parlato della vita del pianeta Terra e del rischio che l’impatto umano possa distruggere la possibilità di viverlo. In tale contesto ha mostrato le enormi capacità d'indagine del monitoraggio satellitare per quanto riguarda l'ambiente, il clima, la visualizzazione dei flussi del traffico, l'indagine archeologica, le strade, l'urbanizzazione, ecc.
Il prof. Mariano Bizzarri ha parlato dei significati del termine "spazio" nella scienza e nella filosofia, a partire dagli spazi euclidei per finire a quelli definiti dalle teorie post-relativistiche, presentando correlazioni in tutte le discipline che si occupano della conoscenza delle forze che attraversano il mondo e mostrando come il degrado culturale porti a snaturare la gerarchia indispensabile al mantenimento di qualsiasi tipo di ordine nello spazio e nel tempo.
Tutti e quattro i relatori hanno corredato i loro interventi di un efficace supporto di immagini che hanno destato la curiosità e spesso l’entusiasmo del pubblico estremamente qualificato e attento, presente in sala.
Cercheremo di fornire gli abstract del convegno o le singole relazioni in tempi brevi.
C.L.

 

 

 

 

 

 
 
 
 
 
 

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