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 "In effetti bisogna ricercare il Bene non per via conoscitiva né in modo incompleto ma, abbandonandotisi alla luce divina e con gli occhi chiusi: in questo modo bisogna stabilirsi nell'inconoscibile e celata Enade degli enti".

Proclo, Teologia Platonica Lib. I.

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I settori in cui Graziotti ha esercitato le sue principali ricerche

La produzione di disegni, principalmente di figure umane, ma anche di paesaggi, animali, nature morte, architetture, è veramente enorme.

 

Graziotti ha seguito con molto interesse le correnti del novecento nelle quali si è spinto più volte con idee ed anticipazioni notevoli,  ma ha sempre mantenuto una predilezione per quella impostazione verista e naturalista che lo fa accostare al disegno rinascimentale. In questo spazio diamo solo qualche accenno mostrando dei particolari di opere già note e alcune del tutto inedite. Non vogliamo entrare nel merito di valutazioni e comparazioni artistiche alle quali parteciperanno, in questo sito, critici qualificati ma mostrare solo alcuni esempi, che parlano da soli, senza particolari commenti.

 

altMostreremo però alcuni esempi del suo lavoro sulle cupole geodetiche. Graziotti affiancò questo tipo di ricerche quale complemento ai suoi lavori sui poliedri. Intorno al 1950 alcuni dei suoi allievi, contagiati dall’entusiasmo del maestro, scelsero di edificare cupole geodetiche, costruite in mezzo ad una vegetazione lussureggiante. Graziotti le definiva quali “gioielli splendenti” in mezzo alla natura. Si perché trattatavasi di strutture (principalmente in legno e vetro) di bassissimo impatto ambientale e con la virtù di riflettere tutto ciò che le circondava risultando, esternamente, quasi invisibili ad eccezione dei pochi spicchi in cui si rifletteva il sole.


Ma gli studi delle strutture richiedevano conoscenze geometriche ed architettoniche notevoli. Per questo fu fondamentale l’incontro con alcuni famosi architetti americani che gratificarono Graziotti con pubblici complimenti, riconoscendogli una creatività ed una genialità uniche. Le cupole geodetiche partono generalmente dai poliedri archimedei di base e possono svilupparsi in poliedri complessi come si può vedere da alcuni disegni elaborati nel corso degli anni da Graziotti stesso. Lo studio completo sulle cupole geodetiche di Graziotti verrà probabilmente inserito in una delle prossime pubblicazioni.

 

 

 

Altro settore esplorato con minuzia da Graziotti fu quello delle stereometrie. Lo sviluppo e la proiezione sul piano di un poliedro comunque complesso è una scienza nota fin dall’antichità ed è particolarmente utile per visualizzare le modalità di connessione degli spigoli dei poligoni regolari che formano il solido. La stereometria può esser fatta partendo da una faccia qualsiasi del poliedro e ruotando tutte le altre di un angolo sufficiente a farle poggiare sullo stesso piano, mantenendo, in genere un solo lato comune a più poligoni. Più è complesso il poliedro più è complessa la stereometria. La successione dei poligoni può essere colorata secondo principi cromatici e successioni differenti che costituiscono, a tutti gli effetti, un vero e proprio linguaggio musicale. In tal modo la struttura tridimensionale si racconta nel piano, secondo precise leggi geometriche, un piacevole effetto grafico e costituisce una mappa, un percorso ideale che passa, attraverso successioni differenti, attraverso tutte le facce del poliedro.

 

 

I poliedri rappresentano il principale lavoro scientifico-artistico di Graziotti. Quello a cui dedicò tutta la sua vita formando forse la più grande collezione che sia mai esistita. Graziotti non ha mai separato l’opera matematicadall’estetica. La ricerca sapiente di colori, di materiali poveri ma efficaci, di proporzioni fra la struttura portante e l’insieme del poliedro, fanno delle sue opere un insieme unico. La foto che riportiamo nel sito è stata scattata a S. Francisco negli anni 60 e mostra una piccolissima parte delle sue “creature”. Nei trenta anni successivi Graziotti arricchirà la collezione con decine di altri poliedri scoprendo forme nuove, mai disegnate da alcuno prima di lui. Teniamo presente che il lavoro di Adriano Graziotti è interamente manuale, artigianale. Niente seghetti elettronici, nessun supporto moderno o laboratorio, niente informatica ad aiutare le sue mani; ma solo colla, asticelle di legno, seghetto per traforo, squadra, compasso e soprattutto tanta genialità e senso delle proporzioni. In questo modo il rapporto con l’oggetto diventa diretto, esce, nel vero senso della parola, dal lavoro manuale e anche l’imperfezione diventa arte e rende viva l’opera così prodotta.

 

 Veduta spaziale dell'icosaedro stellato solido alla maniera di Adriano Graziotti. Esso è costituito da 20 tetraedri regolari e da 12 piramidi pentagonali rette, ognuna delle quali si compone di cinque triangoli "sublimi"vale a dire costruiti con l'osservanza della proporzione aurea (la divina proporzione) tra la lunghezza dello spigolo e quella della base.

 

 

 Quando ancora non  era assolutamente in vigore la parola “frattali” e la matematica, sia a livello delle scuole superiori come dell’università non se ne occupava che marginalmente, Graziotti, ispirandosi alle tassellature minoiche, greche e romane iniziava la sua prodigiosa serie di disegni geometrici e anticipava motivi e studi che affascineranno in seguito gli specialisti di geometria e matematica di mezzo mondo.
Nel grande libro Hermetica geometria sono raccolti la maggior parte di tali disegni e, in questa sede, abbiamo riportato solo alcuni dei più “spettacolari”. Graziotti era un disegnatore instancabile e nei suoi diarii (decine) compaiono centinaia di appunti e disegni preparatori, che anticipano le realizzazioni più grandi e perfette. I significati di tali disegni sono molteplici e, dalla più immediata ed innegabile piacevolezza estetica si passa alla più pura filosofia e, per chi è in grado di accorgersene, all’ermetismo. Non dimentichiamo che gli studi di geometria Pitagorica-euclidea passano sempre dalla meraviglia platonica per la grande opera del Demiurgo che, nel Timeo, parte appunto dalla messa in rotazione degli elementi primari (rappresentati dai cinque poliedri regolari) per creare l’universo.


altUn settore limitrofo a quello delle partizioni del piano e che da esso deriva è costituito dall’universo delle tassellature. L’incontro fra i cinque poligoni regolari, origina una precisa serie di possibilità geometriche, studiate e rappresentate da Graziotti in una serie di tavole. Quando i tassellati regolari si compenetrano con quelli irregolari si origina una infinita serie di disegni che possono di nuovo dar luogo a geometrie straordinarie o innestare il processo dei frattali (come spesso accade nelle pavimentazioni cosmatesche. Graziotti ha studiato tutte le possibili tassellature partendo dai poligoni regolari, accompagnandole sempre con quella grazia cromatica che lascia piacevolmente stupiti e che invita colui che le osserva a proseguire nello studio e nella ricerca.

 

 

 

 

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