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 "In effetti bisogna ricercare il Bene non per via conoscitiva né in modo incompleto ma, abbandonandotisi alla luce divina e con gli occhi chiusi: in questo modo bisogna stabilirsi nell'inconoscibile e celata Enade degli enti".

Proclo, Teologia Platonica Lib. I.

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Ed. Federico Capone, Torino,  € 18,00
 
Il testo di Salvatore Fiori aggiunge un nuovo ed importante tassello alla storia dell’Ordine del Tempio nella terra di Puglia, grazie al lavoro di identificazione di nuovi insediamenti che va ad accrescere la lista già cospicua delle proprietà dei Templari in questo territorio, per loro importantissimo in quanto fornito di numerosi porti che consentivano di imbarcare sia i milites dell’Ordine sia i pellegrini che giungevano in questa regione attraverso la via Appia e la via Traianea per portarli in Terrasanta.
Attraverso l’esame di un documento contenente un inventario dei beni appartenuti alla Precettoria di Lecce (documento perduto nell’originale ma per fortuna trascritto alla fine dell’800 dal Prutz), l’Autore esamina le quindici masserie della Precettoria di Lecce ivi nominate individuandole sul territorio e ricostruendone con documentazione certa la storia e la posizione, che viene evidenziata con insolita accuratezza tramite l’utilizzo delle cartine dell’Istituto Geografico Militare e di antiche piante ed immagini di epoca più recente; le foto dell’Autore che corredano il testo, offrono un ampio materiale visivo che presenta in modo adeguato quanto oggi rimane di queste proprietà dell’Ordine.
Tra le scoperte dell’Autore troviamo di particolare interesse quella relativa alla localizzazione della Masseria e chiesa di San’Isidoro (ora chiamata in dialetto locale San Sidero), posta quasi al centro di un cerchio di dolmen e di “pietre fitte” che testimoniano l’antichità dell’insediamento umano che dall’epoca preistorica giunge fino ai tempi attuali.
 
La complessa rete di centri agricoli templari che sembra quasi circondare Lecce e si estende fino Otranto, testimonia una delle particolarità dell’Ordine del Tempio: Ordine militare e non assistenziale (come i contemporanei Ordini dei Giovanniti, dei Teutonici, dei Lazzariti, che solo in un secondo tempo divennero anche militari ma senza tralasciare l’origine ospedaliera che era loro propria) l’ordine Templare seppe creare un vero e proprio stato sovranazionale costituito da tutte le diverse componenti necessarie al suo buon funzionamento.
L’edificazione di Precettorie e di Grancie, la costruzione di nuove strade o la custodia e il ripristino di quelle già esistenti lungo i principali percorsi di pellegrinaggio (che si identificavano con le più importanti arterie che collegavano le nazioni del loro tempo), la costituzione di una flotta per la guerra sul mare ma anche per il trasporto di persone e di merci, l’istituzione di quelle che diventeranno le “lettere di cambio”,la presenza accanto ai Cavalieri dell’Ordine di corpi di fabbri, scalpellini, muratori, contadini, contabili ed altri ancora sono tutte attività che denotano l’ampio modo di vedere tipico dell’Ordine del Tempio e che ne fanno, come già abbiamo scritto in un nostro articolo pubblicato su questo sito a proposito dei rapporti fra i Templari francesi ed il monaco Goffredo di San Vittore, i fondatori di una concezione “laica” del cristianesimo che recupera un arcaico modo di “essere cristiano”, presente nei primi secoli dell’Era Volgare e poi abbandonato per il crescere del predominio della classe degli Oratores su quelle dei Bellatores e dei Laboratores.
Le Masserie pugliesi erano parte integrante di questo sistema, incaricato di provvedere ai bisogni delle schiere templari in Palestina sia direttamente, con l’invio di generi di prima necessità e di prodotti finiti (grano, olio, armature, cavalli, ecc.), sia indirettamente con i proventi ricavati dalla vendita delle produzioni del territorio coltivato, nel caso della Puglia, prevalentemente a grano e vite e secondariamente ad olivo, come accuratamente specifica l’Autore nel suo lavoro.
 
Un testo quale quello del Fiori consente di aprire maggiormente lo sguardo del lettore e di aiutare l’opera dello specialista con documenti certi e ricerche sul campo, che servono altresì a sfatare le erronee interpretazioni di studiosi causate da ingenuità o superficialità, le quali possono a volta causare quelle pericolose deviazioni comuni a certi fantasiosi libri, trasmissioni televisive e film (Dan Brown è sempre tra di noi…), .
P.G.

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